LA FOLLIA - CERIPE SICILIA

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LA FOLLIA

RIFLESSIONI
 
 

L’INVITO DELLA FOLLIA
Tanto tempo fa, la Follia decise di invitare tutti i sentimenti,
per un’ insolita riunione conviviale.
Raccoltisi tutti attorno ad un caffé per animare l’incontro la Follia propose:
"Si gioca a nascondino?".
"Nascondino? Che cos'è?"  domandò la Curiosità.
"Nascondino è un gioco rispose la Follia".
"Io conto fino a cento e voi vi nascondete".
Quando avrò terminato di contare, comincerò a cercarvi
e il primo che troverò sarà il prossimo a contare".
Accettarono tutti!  ad eccezione della Paura e della Pigrizia che rimasero a guardare in disparte.
"1,2,3."  la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, esitante come sempre, si nascose dietro un gruppo di alberi.
La Gioia corse festosamente per il  mezzo al giardino,
non curante di un vero e proprio nascondino.
La Tristezza cominciò a piangere,
perché non trovava un angolo adatto per nascondersi.
L'Invidia, ovviamente,  si unì all’orgoglio e si nascose accanto a lui dietro un sasso.
La Follia proseguiva la conta  mentre  i suoi amici si nascondevano.
La Disperazione era sconfortata vedendo che si era già a novantanove.
"CENTOOOO!!!! - gridò la Follia – Adesso verrò a cercarvi. ».
La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire, per vedere chi sarebbe  stato il primo ad essere scoperto.
Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio,
sopra un recinto che, non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto.
E così di seguito scoprì tutti gli altri… la Gioia, la Tristezza,
la Timidezza… e via via tutti gli altri…
Quando tutti , finalmente, si radunarono, la Curiosità domandò: "Dov'è l'Amore?".
Nessuno l'aveva visto…
il gioco non poteva considerarsi concluso… e cosi la Follia cominciò a cercarlo.
Provò  in cima ad una montagna, lungo il fiume… sotto le rocce.
Ma dell'Amore… nessuna traccia.  Setacciando ogni luogo, la Follia si accorse di un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò a frugare tra i rami spinosi, quando ad un tratto sentì un lamento…
Era l'Amore, che soffriva terribilmente perché una spina gli aveva appena perforato un occhio. La Follia non sapeva che cosa fare.
Si scusò per aver organizzato un gioco cosi stupido…
Implorò l'Amore per ottenere  il suo perdono e commossa dagli esiti di quel danno irreversibile, arrivò al punto di promettergli che lo avrebbe assistito per sempre…
L'Amore... rincuorato,  accettò la promessa e quelle scuse cosi sincere.
Così’ da allora… l’ Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre!


 
 
 
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