CULTURA - CERIPE SICILIA

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CULTURA

RIFLESSIONI
 

La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande.


La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande.
“Tutto nella vita dipende da due qualità vitali: l’intenzione e l’attenzione.
La nostra attenzione è dove dirigiamo la nostra energia; l’intenzione è cosa vogliamo creare con questa energia diretta.
Ci rendiamo conto che in ogni momento esiste un osservatore, l’atto di osservare e la cosa osservata. Una volta che abbiamo posto la nostra attenzione su qualcosa, questi tre elementi – osservatore, atto dell’osservare, osservato – si uniscono in una specie di danza. Quando meditiamo questi tre componenti si uniscono e diventano uno spirito puro e illimitato.
Il potere dell’intenzione
Quando ripetiamo un’intenzione e l’associamo ad un’azione, si crea un’abitudine. Alcune delle nostre abitudini affermano la vita, mentre altre non sono positive, non fanno crescere. La maggior parte delle nostre risposte al mondo sono quelle che abbiamo usato per molti anni … e alcuni di noi, per molti decenni. Sono risposte condizionate. Abbiamo eseguito un’azione particolare per alcune volte e abbiamo deciso che era comoda. Ma forse ora ci opprime e possiamo sentirci bloccati nella routine o intrappolati in una ruota karmica della vita come quella dei criceti. Possiamo sentirci come se stessimo ponendo la nostra attenzione su qualcosa che non ci serve più. Potrebbe essere un punto di vista, un lavoro, una relazione, un comportamento compulsivo o di dipendenza, o una tendenza emotiva.
Per esempio, se sei cresciuto con dei cani affettuosi sin da piccolo, probabilmente vedrai i cani come gli esseri più dolci, angelici, gentili, protettivi e amorevoli che ci siano. Magari conosci qualcuno che da bambino ha avuto una brutta esperienza con un cane. Se tu e questa persona vi ritrovaste a camminare insieme in una strada e un cane iniziasse a correre verso di voi, sbavando, abbaiando e con i denti scoperti … entrambi porreste la vostra attenzione sul cane. Tu potresti metterti in ginocchio per confortare il cane mentre il tuo amico se la svignerebbe in qualche vicolo. Stesso cane, stesso momento, diverse intenzioni. Non è il cane, è l’accumularsi di esperienze e modelli di pensiero ripetuti nel corso delle nostre vite che hanno risuonato in noi su un qualche livello – alcuni dolorosamente e altri estaticamente – per crearci e formarci così come siamo oggi. Indossiamo quel mantello dovunque andiamo, mentre tessiamo nuove trame e ne sfiliamo altre. È la vita di esperienze e condizionamenti che abbiamo assimilato attraverso il nostro filtro personale, e da lì determiniamo come rispondere a ogni momento della vita.
Trasformare le intenzioni in grandi scelte
Prendendo impegni basati sulle nostre intenzioni possiamo trasformare queste buone intenzioni in grandi scelte. È attraverso questa consapevolezza di dove è diretta la nostra attenzione e quale intenzione stiamo portando verso una data situazione, che nasce il fare scelte coscienti. E la meditazione è uno strumento che ci permette di approfondire la nostra consapevolezza, di diventare più coscienti riguardo al dove stiamo dirigendo la nostra attenzione, e di fare scelte per una maggiore pienezza, amore e felicità.
Ogni volta che propendiamo in direzione dei nostri sogni, ci allontaniamo da qualcosa che non ci stava necessariamente nutrendo.
Se sei consapevole di ogni scelta – dove stai guardando e cosa stai portando alla situazione – continuerai a propendere in direzione di comportamenti che arricchiscono e di scelte che nutrono.”
“Il mondo di oggi ha grande bisogno di gioia. Il mondo di oggi ha tutto, ma difetta soltanto di gioia. La depressione è diventata la malattia che rode le ossa di troppa gente.
Ma non tutti sanno che siamo noi i costruttori e i demolitori della nostra gioia.
Un proverbio africano dice: «Se non hai la gioia, valla a comprare! Si vende alla bottega del sacrificio».
Il segreto della gioia è nelle nostre mani, dobbiamo prenderne atto.
“Mi preme questa riflessione: cerchiamo la gioia per averla, o la cerchiamo per saperla dare.”

 
 
 
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